giovedì 19 luglio 2012
giovedì 12 luglio 2012
mercoledì 4 luglio 2012
..NON E' FINITA..
La gestione
dell’ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001,
rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica
italiana.
Dieci anni dopo
l’omicidio di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” avvenuta nella scuola
Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi
nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma
chi gestì l’ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come
Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio.
Mentre lo Stato
assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito “la più
grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la
seconda guerra mondiale”, il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di
diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a
cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, “devastazione e
saccheggio”, che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice
penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.
Un reato concepito
nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime
fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una “compartecipazione psichica”,
anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate.
In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli
inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.
E’ inaccettabile
che, a ottant’anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro
ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che
hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro
il G8 a Genova nel 2001.
Non possiamo
permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello
al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a
far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l’annullamento
della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le
imputate.
Per una battaglia
che riguarda la libertà di tutte e tutti.
FIRMA L'APPELLO: http://www.10x100.it/
lunedì 18 giugno 2012
PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E DIFESA DEI SUOLI
Mercoledi 20 siamo in via Agnelli, tutti insieme, per capire, confrontarci e ragionare in che città ci piacerebbe vivere e che città ci piacerebbe lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti.
E' con una sana partecipazione che intendiamo una buona politica!
Ci vediamo la!
giovedì 14 giugno 2012
W L' ITALIA
Chi sa usare bene i piedi, non è detto che faccia altrettanto con la testa!
Mentre in Italia sulla questione dei diritti gay vengono
interrogati opinion maker come Carlo Giovanardi, Romano La Russa e
Antonio Cassano, nel mondo molti tabù stanno cadendo. Lo dimostra
l'antologia di spot (commerciali o meno) presentata nella nuova puntata
della videorubrica
di Francesco Cocco
http://video.repubblica.it/rubriche/allegro-purtroppo/gay-e-divertente-i-migliori-spot-per-battere-l-omofobia/98347/96729
E POI SUCCEDE CHE...
Dopo quello che ho detto in Consiglio Comunale sul Bilancio Consuntivo 2011 di Camelot, l'ex presidente della 3sg nonchè ex vicesindaco, si sente di ribattere pubblicamente sulla stampa locale dopo aver spulciato i verbali della seduta.
E rilascia queste dichiarazioni :
" Intanto mi permetto di rispondere a Mazza rispetto la mia presunta incompetenza a presiedere la Camelot: oltre alla laurea in Economia e commercio alla Bocconi, ho alle spalle dieci anni da amministratore e quattro di assidua frequentazione della struttura socio sanitaria in cui avevo ricoverate persone a me care. Il punto, piuttosto, è a che titolo lui si permetta di giudicare".
Ecco, perfetto, l' ex vicesindaco nonchè ex presidente della 3sg è riuscito ad esplicitare chiaramente quello che io intendo per incompetenza.
Non basta essere laureati o frequentare assiduamente una struttura per saperla governare!!
Secondo questa tesi allora io potrei candidarmi, e poi ovviamente vincere, per essere il nuovo presidente di Trenitalia, considerando che sono un pendolare da oltre dieci anni e sui treni e nelle stazioni ci sto un'infinità di tempo.
In più, sempre l'ex presidente della 3sg nonchè ex vicesindaco, sostiene che "andrà a fondo della questione" perchè "c'è il legittimo sospetto che non sia del tutto casuale la macanza delle frasi oggetto del contendere" nella trascrizione (registrata!!) del Consiglio Comunale.
Insomma vorrebbe cercare e trovare quello che non c'è.
Però che ci provi l'ex presidente della 3sg nonchè ex vicesindaco.
In quanto ex presidente della 3sg nonchè ex vicesindaco di tempo dovrebbe averne.
E in tutto questo succede che spunta anche un incompresibilmente inferocito capogruppo di Orgoglio Gallaratese.
Ancora ad oggi non capisco la sua posizione.
Vorrebbe querelarmi per cosa? perchè? a che titolo?
So però che in questa discussione si è guadagnato una bella foto sul giornale locale e il suo nome scritto in grassetto in un paio di articoli.
BILANCIO CONSUNTIVO 3SG
Dall’analisi del Bilancio Consuntivo Economico per
l’esercizio 2011 dell’ azienda 3SG si percepisce immediatamente una sana
revisione della spesa che ha portato subito al recupero di rilevanti somme.
Con una modalità di gestione decisamente diversa rispetto a
qualche tempo fa, non più basata esclusivamente su spese ed investimenti
discutibili (strumentazione medica mai utilizzata costata oltre 200.000 euro,
uno spazzaneve che non ha mai conosciuto il piacere di percorrere 10 metri di strada,
statuine del presepe acquistate per la modesta cifra di 70.000 euro) si è
ottenuto sulla base di una programmazione sensata ed un’attenta analisi di
spesa di gestione un attivo di 4.140,00 euro.
Non sono tanti.
Sono tantissimi se si pensa che solo un paio di anni fa il
bilancio d’esercizio chiudeva con una perdita pari a 205.610,00 euro e che
ovviamente ha comportato un pregiudizio per la gestione 2011.
Negli ultimi mesi l’azienda ha cercato di recuperare i
compensi impropriamente percepiti dagli amministratori nel periodo
giugno-dicembre 2010 per una cifra poco inferiore ai 60.000,00 euro.
Dico che ha cercato perché non ci è completamente riuscita,
non con tutti almeno.
Nella triste vicenda degli emolumenti impropriamente pagati
agli amministratori di 3SG nell’ultimo anno, per la cifra non irrisoria di
75.000 euro, ci sono almeno due considerazioni oggettive.
La prima
è che al di là di ogni ragionevole dubbio è ora lampante
che l’ex vicesindaco, allontanato dalla giunta e messo a presiedere la Camelot con la dipartita
di Mucci verso Sondrio, non avesse alcuna competenza per quel ruolo. E le sue
affermazioni che escludono il rimborso di quanto ricevuto, senza neanche
volersi domandare se la legge gli da ragione o torto, mostra altresì quali
erano le vere mire: lo stipendio e nulla più.
Altro che occuparsi di un’azienda che da servizi così
importanti per tante persone, altro che fare del proprio meglio per migliorare
le prestazioni.
Solo soldi guadagnati non per meriti ma per appartenenza
politica. D’altra parte le sue dimissioni a pochi mesi dalla nomina per
partecipare alle elezioni già lo avevano smascherato.
La
seconda considerazione non può non riguardare gli ultimi direttori generali succedutisi nell’ultimo anno. Anche
ammettendo l’incertezza normativa iniziale, un comportamento di tutela per non esporre l’azienda non solo a
dovere chiedere i rimborsi ma anche a possibili ricorsi della Corte dei Conti e
a responsabilità erariali, era il minimo necessario.
Oggi in mezzo a bilanci discutibili e spaventosamente in
rosso quello della Camelot da certo più fiducia e voglia di continuare questo
lavoro.
Le aziende pubbliche possono essere gestite diversamente da
come lo sono state in passato.
E’ necessario garantire la funzionalità di un bene collettivo,
assicurando qualità e servizio, assicurando anche il contenimento dei costi e
degli sprechi, cercando un pareggio di bilancio o addirittura qualche utile da
reinvestire per la città e per i cittadini.
Iscriviti a:
Post (Atom)


