venerdì 20 aprile 2012
giovedì 12 aprile 2012
NICHI C'E'
Vendola:
Sardelli:
In caso di pioggia la manifestazione e l'aperitivo con Nichi si terranno nell'ex Villa Truffini in corso Bernachi a 20 metri da piazza Mazzini.
Ci vediamo la!
giovedì 5 aprile 2012
L' AMACA
Più che alla disonestà vera e propria, gli scandali della Lega fanno
pensare alla disperata precarietà strutturale di un partito inventato
da un fanfarone di paese, finto medico, cantante fallito, che per oltre
vent'anni è riuscito ad abbindolare un popolo evidentemente
abbindolabile. Tutto, nella storia leghista, è improvvisato e
cialtrone, a partire da quel logo fantasma, "Padania", che non ha
alcuna attinenza con storia e geografia e pare sortito da un partita
notturna a Risiko annaffiata da troppo alcol. Proseguendo con il
ridicolo crak del credito padano, l'inverosimile carriera politica del
povero Trota, il cerchio magico con le fattucchiere e le badanti,
l'università dell'Insubria, gli amiconi illetterati messi alla Rai per
puro sfregio, i finti ministeri a Monza, gli elmi cornuti, gli affaroni
in Tanzania...
È quasi prodigioso che con ingredienti così
poveri la grande simulazione di Bossi abbia potuto reggere così a
lungo. È come se un "Amici miei" di basso rango fosse arrivato a
governare un Paese. Poi i giudici, non per colpa loro, arrivano sempre
dopo.
Dopo che milioni di italiani l'hanno bevuta, ci hanno creduto, si sono tappati occhi e orecchie per non sentire e non vedere.
Michele Serra, La Repubblica. 4 aprile 2012
venerdì 30 marzo 2012
CENSIAMO GLI IMMOBILI!
Finalmente è partita la campagna nazionale per il censimento degli immobili sfitti o non utilizzati.
Sinistra
Ecologia Libertà di Gallarate sarà presente a sostegno dell’iniziativa
con un gazebo sabato 31 marzo all’ingresso del mercato di via Torino
dalle ore 9.30 alle 12.30 e in Piazza Libertà dalle ore 17 alle 19.00.
Il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio sta spedendo una lettera a tutti i Sindaci dei Comuni italiani, invitandoli ad attivare un censimento del patrimonio edilizio presente all’interno dei confini del Comune.
Perché un censimento?
Il
censimento serve a mettere in luce le strutture edilizie già presenti
nel territorio comunale, e in particolare il numero di quelle sfitte,
vuote, non utilizzate.
Questa
operazione è di estrema importanza per monitorare lo stato attuale
dell’offerta edilizia e ragionare senza pregiudizi e con precisi dati
sulle reali necessità di edificazione ulteriore sul suolo comunale.
Il suolo, il territorio sono un bene comune, che noi cittadini abbiamo il compito di tutelare.
Come?
Innanzitutto
sollecitando il Comune a procedere al censimento, tanto utile alla
variante del PGT avviata, per decidere se e cosa serve costruire in
città, pensando agli interessi collettivi.
E
poi partecipando attivamente alla pianificazione urbanistica, perché
non sia esclusivo esercizio di amministratori e professionisti del
settore. Lo abbiamo detto dall’opposizione, lo ribadiamo dalla maggioranza. Consapevoli di trovare nell’amministrazione una grande sensibilità.
E’ la nostra città.
“Costruiamola” insieme.
Sinistra Ecologia Libertà Gallarate
giovedì 29 marzo 2012
LA MAGIA DEL MAGA
Il bilancio consuntivo di
esercizio al 31.12.2011 del MAGA chiude in passivo.
Non è purtroppo una novità
considerando tutti i bilanci che l’amministrazione Guenzani si trova a dover
ora gestire e immancabilmente tutti in passivo.
Quello in questione così si può
brevemente riassumere:
da un fondo di dotazione pari a
700mila euro impoverito sino all’importo di 45mila, si è arrivati alla perdita
del presente esercizio pari a circa 60mila euro, nonostante il Comune avesse
versato 260mila euro per l’attività del Museo per il solo anno 2011.
Tutto questo dal giorno venerdì
19 marzo 2010, giorno dell’inaugurazione, che per inciso è costata 292mila euro
così ripartiti:
- organizzazione: 189.200 €
- catering: 45.003 €
- ufficio stampa/pubblicità: 17.043 €
- vari servizi: 40.858 €
Il dettaglio dei costi ha avuto
un impatto a conto economico di € 73.025,71 poiché il costo complessivo è stato
riscontrato in quattro anni riconoscendo all’inaugurazione una utilità
pluriennale. Per questo motivo, i budget 2011, 2012 e 2013 dovranno scontare a
conto economico la quota di € 73.025,71 per ciascun anno.
Forti di queste premesse, il
Presidente e il CdA hanno ritenuto opportuno fare alcuni investimenti.
Quello che più risulta
particolare è sicuramente l’acquisto di 1980 t-shirt Yamamay ad un prezzo di €
15,15 l’una, ovvero si è sostenuta una ulteriore spesa per un totale di €
29.997,00.
Il 19 ottobre scorso in
Commissione Cultura, tenutasi proprio al MAGA, mi ha stupito l’atteggiamento tracotante
dell’allora presidente Angelo Crespi che diceva esattamente queste parole:
“ percepisco la tentazione di valutare il museo dal punto di vista
esclusivamente economico e la voglia di liquidare il nostro lavoro in modo a
tratti semplicistico.” E ancora riferito al bilancio “pareggio per il 2011 e una previsione di limitato utile nel 2012.”
Dimostrazione lampante di
ennesima menzogna e prova di incapacità.
Sarebbe stato curioso vedere fino
a dove si poteva spingere nell’affannosa ricerca di una sua assoluta e
indiscutibile verità questa volta l’ex Presidente Crespi.
Così come sarà altrettanto
curioso leggere dalla stampa le dichiarazioni di chi fino a qualche mese fa
governava la città e che oggi si permette di fare senza alcuna vergogna le
proprie considerazioni in merito alla gestione del bilancio.
giovedì 22 marzo 2012
QUERELATECI TUTT*
Lo ha ricordato Giulio Cavalli
all’incontro su Cittadinanza e Costituzione. La mafia è un reato di
egoismo, l’indifferenza la sorregge, la solidarietà la sconfigge. Noi
siamo solidali con Massimo Brugnone, di Ammazzateci tutti, minacciato di
querela perché, durante l’incontro, ha affermato che Nino Caianiello è
stato condannato per peculato ed estorsione. Che l’architetto Bossi, ex
dirigente dell’urbanistica del comune di Gallarate, è stato in carcere e
sta affrontando un processo per concussione perché gran parte delle
pratiche edilizie erano firmate dalla sua compagna Federica Motta,
processo che coinvolge anche l’ex presidente dell’ordine degli
architetti Riccardo Papa. Che l’arch. Bossi ha continuato a lavorare nel
comune di Gallarate, che l’ex sindaco Mucci gli ha costruito un ambito
dirigenziale ex novo, che successivamente il sindaco di Somma Guido
Colombo lo ha chiamato a dirigere l’urbanistica della sua città.
Lo abbiamo detto in questi anni anche
noi, lo ripetiamo oggi: il Sig. Gioachino Caianiello è stato condannato
per peculato ed estorsione, l’arch. Luigi Bossi, attuale dirigente
dell’urbanistica a Somma Lombardo, è accusato di concussione e sta
affrontando il processo. Non c’è accusa di fare parte di
un’organizzazione mafiosa.
D’altra parte la mafia in Lombardia non
esiste.
E adesso querelateci tutti.
venerdì 16 marzo 2012
PER SEMPRE RAGAZZI. LA CITTA' DI MILANO NON DIMENTICA IL LORO SOGNO DI UN MONDO MIGLIORE.
Quella sera in via Mancinelli la strada e'
buia.Un vento di marzo sposta il lampioncino in fondo a destra,lo fa dondolare
come un'altalena.Nel silenzio si ascolta solo la voce del telegiornale da poco iniziato.Una
voce metallica che viene da qualche casa con le finestre aperte.Il conduttore
parla del rapimento Moro,dell'uccisione della scorta avvenuta due giorni prima
a Roma,delle inchieste iniziate in fretta e furia.Il silenzio maschera il
rumore sordo di passi veloci.Loro sono due ragazzi che vestono come una
volta:jeans scampanati,camicione a quadretti,giubbotti con le frange,capelli
lunghi. Di sabato,a quell'ora, percorrono la strada che divide in due il
quartiere Casoretto,via Mancinelli.Trecento metri senza luce,un luogo poco
frequentato,di sera come di giorno,buio,scuro. Fausto Tinelli e Lorenzo
Iannucci, parlano di Moro e di viaggi,di quei sogni che ogni ragazzo ha in
testa a diciotto anni .Il risotto di Danila,la madre di Fausto,li attende
fumante. Fausto non sopporta quando Jaio arriva in ritardo agli
appuntamenti."La prossima volta me ne vado,non ti aspetto più- dice
all'amico ."Cerca di essere più elastico-risponde Lorenzo. I passi si
fanno più intensi e i pensieri corrono veloci come razzi. Un pezzo di vita
scorre come la trama di un film e i ricordi prendono il sopravvento. Quei
sabati al Parco Lambro con le chitarre,sognando un po' di California,ad
ascoltare chi tornava da mete lontane ognuno con la sua piccola verità. Ricordi
che si rincorrono come le chitarre di Crosby,Stills,Nash e Young.Le voci degli
amici ,delle ragazze,delle lunghe discussioni politiche. Le prime esperienze
con le donne consumate in poche ore,la fretta di correre lontano e di fuggire
via da Milano.Il suono della chitarra di Jaio,ricevuta in regalo dallo zio solo
due anni prima. E quei progressi fatti dai primi timidi accordi alle canzoni
vere e proprie imparate su manuali di contrabbando. Le feste al Leoncavallo,i
concerti di jazz ,il bar,spettacoli teatrali di compagnie che vengono da
lontano. Il blues di Jaio e i Rolling Stones che Fausto ama tanto ascoltare.
All'altezza del portone dell'Anderson School i passi d'improvviso si fermano. Fausto
e Jaio avvertono il pericolo,si voltano intorno per chiedere aiuto. Intorno a
loro c'è il vuoto, la solitudine. Così due giovani dall'accento romano si
avvicinano con fare sbrigativo. Li bloccano. Ora i quattro si trovano faccia a
faccia. Si fa avanti uno con l'impermeabile bianco e il bavero alzato,avrà
diciotto,vent'anni."Siete del Centro Sociale Leoncavallo?-dice con voce
squillante. Lorenzo e Fausto si guardano,sono increduli. Non rispondono. Il
senso di due vite si spegne sotto i colpi di otto proiettili
Winchester,7,65,sparati da un professionista. Un'esecuzione. I corpi si
accasciano a terra. Il primo a cadere è Fausto .Il proiettile lo colpisce
all'addome; gli altri tre in rapida successione all'emitorace sinistro,al
braccio destro e alla regione lombare sinistra..Lui compie una torsione su sé
stesso .Un quinto proiettile lo raggiunge di striscio bucando gli indumenti. Poi
tocca a Lorenzo,Jaio per gli amici. Tre colpi lo fanno crollare sul
marciapiede:Fausto è riverso sul piano stradale mentre Jaio è a breve
distanza,centrato più volte mentre tenta una fuga impossibile. Dopo quei colpi
che sembrano petardi scende un silenzio irreale. La strada si fa ancora più
scura e nel buio scappano gli assassini. Polizia e carabinieri ammetteranno che
si tratta professionisti,che nulla è stato lasciato al caso. Killer che avevano
già sparato altre volte:conoscevano le armi,come utilizzarle senza
silenziatori. Due ragazze appena entrate dall'oratorio,si affacciano dalla
finestra e notano tre persone fuggire e due corpi riversi in una pozza di
sangue. Alla polizia diranno che avevano sentito come dei petardi. Anche la
perpetua della chiesa, che in quel momento si trova nell'abitazione che dà su
via Mancinelli,intuisce che qualcosa non va e avvisa il parroco,Don Carlo
Perego,uno di quei preti di quartiere che ha visto crescere tutti i ragazzi in
un'unica strada. Si avvicina,riconosce Jaio e Fausto.Si china come in un atto
di pietà e raccoglie il corpo mancante di Lorenzo Iannucci che gli spira tra le
braccia:Poi in un momento di lucidità torna a casa e avvisa il 113. Don Perego
piange come un bimbo,si dispera. Pensa a quanto sia ingrata la
vita."Perché proprio loro?-continua a chiedersi."Erano così
giovani,non avevano mai fatto di male a nessuno. Fausto veniva ancora sul
campetto dell'oratorio insieme con Lorenzo e io li facevo entrare purché si
limitassero a giocare al pallone e non parlassero con i nostri ragazzi di
politica".Detta queste parole mentre la via inizia a brulicare di persone.
Ragazzi come loro,di quel quartiere nella periferia est di Milano che
frequentano il Centro Sociale Leoncavallo. Nel quartiere c'è chi offre la sua
versione."Quella via era un pericolo-grida un conducente dell'autobus
appena rientrato nella vicina rimessa dell'Atm di via Teodosio.Una ragazzina si
scansa dal gruppo e piange. Il corpo di Lorenzo e' ancora coperto da un
lenzuolo bianco mentre quello di Fausto viene trasportato all'Ospedale Bassini
in un disperato tentativo di salvarlo. C'e' un via e vai di gente di ogni tipo.
Ragazzi del Centro Sociale si mischiano ai tanti abitanti del Casoretto che
vengono a rendere omaggio a due giovani delle loro strade. Giornalisti armati
di taccuini cercano una verità credibile ma le fonti istituzionali percorrono
disordinatamente piste di ogni tipo. C'è chi mette le mani avanti. Il capo di
Gabinetto della Questura Bessone si lascia andare,parla a braccio con alcuni cronisti
."E' chiaro.Si tratta di un regolamento di conti,una faida fra gruppi
della nuova sinistra o inerente al traffico di stupefacenti":Nessuno gli
crede. Ci guardiamo stupiti. Traffico di stupefacenti?Faide tra gruppi?La
matrice di destra di quell'omicidio e' ben chiara ,viene sussurrata da molti
quella sera ma non ci sono prove. Gli assassini agiscono con la massima
sicurezza. Così come altrettanto certa risulta la loro provenienza. I tre
scappano verso il Centro Sociale Leoncavallo anziché fuggire verso la più
vicina Piazza San Materno. Forse perché non conoscono la città.
Lorenzo
Iannucci,detto Iaio, e' un ragazzo di quartiere. Conosce anche gli angoli più
nascosti del Casoretto,di quel complesso sistema di viuzze e piazzette che fa
di quella parte di Milano un enorme paesone,dove tutti si conoscono ieri come
oggi.
Quando
e' al Leoncavallo si sente un re.Gli piace mettersi la bombetta,comprata da un
amico nei mercatini di Londra.La porta sempre. E balla per ore,senza fermarsi. E'
buffo con quella faccia da giovane indiano. Uno splendido indio dai capelli
neri.
Fausto
ha un carattere più chiuso e introverso di Jaio ma insieme sono un'unica cosa. Veniva
dalla fredda e riservata Trento dove aveva vissuto fino alla quarta elementare.
A Milano si sente spaesato, la città e' troppo grande per un bimbo dagli
occhioni gentili e dallo sguardo timido.
FAUSTO E IAIO ,LA SPERANZA MUORE A
DICIOTTO ANNI
di Daniele Biacchessi
Per l’omicidio sono stati indagati Mario Corsi, Massimo
Carminati, Claudio Bracci. La loro posizione è stata archiviata per
insufficienza di prove nel 2000. Ad oggi nessuno ha pagato per la morte dei due
ragazzi e i probabili assassini sono in libertà.
Domenica
18 marzo, dopo 34 anni dall’omicidio dei due ragazzi, il Comune di Milano ha
deciso di intitolare a loro nome i giardini di piazza Durante, a due passi da
via Mancinelli.
Dopo la richiesta di ricordare sulla mappa della città i due
ragazzi lanciata dall'associazione Familiari e Amici di Fausto e Iaio Onlus,
nonchè dai militanti del centro sociale Leoncavallo, il comune scoprirà la
targa a loro dedicata in piazza Durante con questa semplice scritta: «Per
sempre ragazzi. La città di Milano non dimentica il loro sogno di un mondo
migliore».
Milano,città medaglia d’oro della
Resistenza, non vuole dimenticare e ricorda i suoi ragazzi uccisi dalla
violenza fascista e tutte le centinaia di migliaia di persone che il 22 marzo
1978 andarono ai funerali di Fausto e Jaio.
Io ci sarò, noi ci saremo, chiunque abbia il vizio della memoria ci sarà.
Iscriviti a:
Post (Atom)



