martedì 29 gennaio 2013

RICORDIAMOCI !


Sono contento ed orgoglioso che nella nostra città si sia celebrato degnamente il Giorno della Memoria.

E' importantissimo oggi ricordare quello che è stato ieri il dramma di un pezzo di storia che tutto il mondo conosce e che non vuole dimenticare.
Perchè ricordare è un ottimo esercizio del presente se fatto in maniera opportuna e fedele.
Non vuole essere retorica, ovviamente, ma gli sbagli del passato non devono far cadere nuovamente in errori fatali.
Oggi chi non ricorda o peggio chi storpia la storia non può assolutamente essere degno di qualsivoglia rappresentanza.

I pericoli che si nascondono dietro i fatti e dietro alle parole dei revisionisti è molto forte.
E anche le alleanze politiche che nascono dalla smania di governare possono essere altresì pericolosissime.

Essere antifascisti è una delle poche certezze che qualsiasi democratico dovrebbe avere e tra le cose di cui l' Italia dovrebbe vantarsi è proprio questo pezzo di giusta storia e giusta ribellione.

E allora ne approfitto per appellarmi al buon senso personale e politico di ognuno di noi chiedendo di considerare come proposta seria e opportuna quella avanzata dall' ANPI.
L' Associazione dei partigiani di Gallarate ha proposto, con protocollo datato 22 gennaio, l'assunzione della delibera antifascista ed antirazzista che ognuno dei Consiglieri, Capigruppo, il Presidente del Consiglio e non ultimo il sig. Sindaco hanno ricevuto in copia.

Sarebbe cosa gradita che fossero proprio i colleghi del Pdl a farsi portavoce della proposta di delibera, per screditare anche quelle parole del loro rappresentate politico che si è espresso, proprio nel Giorno della Memoria, con parole di ammirazione per Mussolini e per il suo operato.

Sono convito che se anche loro hanno buona memoria e buon senso, non esiteranno a farlo.

Di seguito il link della delibera:

martedì 15 gennaio 2013

ANGELO PEGORARO

Tenendo fede ad una tradizione pluriennale mai venuta meno, e che affonda le sue radici nella Resistenza partigiana e nella lotta per la Libertà al nemico nazifascista, anche quest’anno l’ANPI di Gallarate celebra il martirio di un giovane antifascista, barbaramente assassinato il 16 Gennaio del 1945 da una losca pattuglia di repubblichini a caccia di renitenti la leva per il famigerato esercito della RSI, in obbedienza all’altrettanto famigerato “Bando del Duce” emesso dallo... stesso capo del fascismo, nelle intenzioni di impoverire le fila della Resistenza che sempre più numerose minacciavano il potere del regime già agonizzante.
In ossequio a quel sacrificio, e per rimarcare la missione istituzionale dell’Anpi a difesa della Democrazia e della Libertà duramente conquistate,

 
 
 
DOMENICA 20 GENNAIO 2013 ALLE ORE 11.00
 
 
 
 
 
gli Antifascisti ed i democratici tutti si raccoglieranno intorno al cippo che ricorda il tragico evento e rinnova silenziosamente i valori di Libertà, Pace e Democrazia che sono alla base della convivenza civile, disciplinati ed esaltati nella Carta Costituzionale, alla cui nascita anche il sacrificio di ANGELO PEGORARO contribuì nella forma più alta.

L'orazione ufficiale sarà pronunciata da Calogero Casà, del Direttivo Anpi Gallarate.

La cerimonia si svolgerà in via Pegoraro 51, nei pressi della Chiesa di Cascinetta.

E come tutti gli anni, durante la cerimonia, verrà deposto un omaggio floreale a cura dell’ANPI di Gallarate.

Gallarate, 15 Gennaio 2013

Il Presidente Anpi Gallarate

M. Mascella


Le Istituzioni cittadine, le forze politiche democratiche, le Associazioni, i cittadini tutti sono invitati a partecipare.

venerdì 28 dicembre 2012

28 DICEMBRE 1943

Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio, Ettore.

Erano i sette figli di Alcide Cervi e di Genoveffa Cocconi ed appartenevano ad una famiglia di sentimenti antifascisti. Dotati di forti convincimenti democratici, presero attivamente parte alla Resistenza e presi prigionieri, furono fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia per decisione del Tribunale speciale.


La colpa loro è di aver accolto in casa e nascosto disertori, profughi e nemici, e di aver così anteposto alla legge dello Stato che imponeva di consegnare il nemico, l'antica legge dell'ospitalità contadina che dice "prima dagli da mangiare, poi da dormire, poi si vedrà.." (Paolini)




venerdì 14 dicembre 2012

LA MODERNA CHIESA:

I "tentativi" di rendere il matrimonio "fra un uomo e una donna" "giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione" sono "un'offesa contro la verità della persona umana" e "una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace", sostiene il Papa. "La struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale", afferma Benedetto XVI. "Questi principi - spiega il Pontefice - non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l'umanità".
 
 



IL LAVORO A GALLARATE



Il consigliere PDL Aldo Simeoni nel Consiglio Comunale scorso chiede di convocare una Commissione Bilancio con all’ordine del giorno la discussione sulla scelta di AMSC di licenziare due dipendenti.



Accontentato!



Il giorno 7 dicembre deposito al protocollo la richiesta di Commissione prevedendola per il giorno 13 con al primo punto della discussione “ Comunicazioni in merito al licenziamento di due dipendenti di AMSC SPA”.

La convocazione viene inoltrata oltre che a tutti i componenti della commissione ovviamente, ai vertici di AMSC, presidente e dirigente e all’assessore.



Tutti presenti.



Tranne il PDL, proprio chi aveva chiesto l’incontro!

La loro ingiustificata assenza è certamente un gesto inqualificabile e decisamente poco rispettoso per chi si è assunto l’impegno e la responsabilità di essere presente.


Forse non volevano sentire ciò che il presidente AMSC Praderio ha riferito e che per punti riporto:



-         oggi AMSC conta 230 dipendenti. Per il maggior numero dei casi assunti in maniera diretta dall’ex dirigenza. Il processo di assunzione che avrebbe dovuto avere trasparenza pubblica, veniva gestito con una logica di accentramento gestionale e non garantiva tra l’altro neppure obiettivi precisi e mansioni specifiche.

-         Con la logica di riorganizzazione 13 persone hanno scelto il cambio di attività, passando da una funzione lavorativa ad un’altra sempre all’interno dell’organigramma aziendale. E solo due lavoratori hanno rifiutato.

-         A chi ha rifiutato l’azienda ha proposto sei alternative di impiego mantenendo la stessa retribuzione, pari a 38mila euro annui, e lo stesso livello.



Questo è il quadro.



Io sono davvero sensibile al lavoro e ai lavoratori e non posso accettare che il PDL cavalchi un cavallo di battaglia di questo genere quando per anni la situazione in AMSC era davvero miope e con una gestione quantomeno discutibile.

Il compito della politica è anche quello di rimettere il lavoro al centro del dibattito portando l’attenzione su un tema che riguarda davvero tutti, ma è singolare che in un periodo sociale ed economico come quello che stiamo vivendo due lavoratori padri di famiglia (cosi si sono e sono stati definiti) rinuncino ad uno stipendio di 38mila euro all’anno.

Credo che questo sia un ulteriore doloroso schiaffo a chi invece farebbe la fila per aver garantita la metà di quella cifra.



È da apprezzare lo sforzo della giunta e dei vertici di AMSC che hanno ritenuto necessario un cambio di rotta nell’azienda e che hanno cercato posizioni organizzative alternative ai lavoratori nell’ottica di rendere più efficiente tutta la struttura.

E apprezzo anche che la questione del lavoro sia argomento sensibile dell’opposizione.

Spero però che PDL e MUCCI, ORGOGLIO GALLARATESE facciano anche un attento e dovuto ragionamento su tutti i lavoratori, anche quei 1000 interessati nella truffa che ha coinvolto “mister preferenze” Quintino Magarò.

La Magistratura sta indagando su eventuali rapporti col mondo della politica, su contratti che potrebbero essere stati stipulati come “favore”.
Nel 2010 la cooperativa vinse l’appalto gallaratese per i servizi scolastici di assistenza ai disabili e di pre e post scuola (per un valore di 500.000 euro). Mentre Quintino Magarò, che della cooperativa era stato presidente e nella quale proseguiva a lavorare, era consigliere comunale.



Non ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, quindi se sono coerenti con ciò che dicono in Consiglio Comunale che prendano le distanze anche da chi ha appoggiato la candidatura di Massimo Bossi a Sindaco e che oggi è agli arresti domiciliari per aver preso in giro centinaia di lavoratori!

mercoledì 28 novembre 2012

MUCCI, ORGOGLIO GALLARATESE



Con le ordinanze di custodia per Macchi e Marelli si conclude l'indagine relativa alla truffa ai danni dello Stato. Resta aperto il fronte dei conti bancari sui quali sarebbero finiti i soldi e si indaga anche sugli intrecci politic.
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Con gli arresti di ieri mattina l'indagine sulla truffa dei cedolini ai danni dei dipendenti della Cooperativa Primavera di Cavaria da parte del sostituto procuratore Francesca Parola (nella foto a sin.) si direbbe conclusa. Le manette sono scattate martedì anche per l’amministratore unico Riccardo Macchi e dell’ex presidente del cda Claudio Marelli mentre Quintino Magarò resta ai domiciliari. Due nuovi fronti, però, si sarebbero aperti e dai quali potrebbero arrivare novità interessanti. Il primo è già stato aperto, in contemporanea con l'indagine per truffa, e riguarderebbe i conti bancari sui quali sarebbero finiti i soldi sottratti alle buste paga dei lavoratori, centinaia di migliaia di euro dei quali al momento non si ha traccia ma che la Guardia di Finanza starebbe cercando anche all'estero, ad esempio in Svizzera. 

Il secondo fronte, invece, è ancora tutto da esplorare e riguarderebbe gli intrecci tra la politica gallaratese e la cooperativa. Al vaglio degli inquirenti, infatti, ci sarebbero incarichi e contratti che potrebbero essere stati concessi più a titolo di "favore" che per un'effettiva utilità per la cooperativa stessa. La Procura avrebbe acquisito dei contratti e li starebbe analizzando. 
Infine quattro tra le dipendenti indagate per truffa hanno già fatto richiesta di patteggiamento in fase di indagine accolta dal sostituto procuratore e che è ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari.

http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/cooperativa-primavera-ora-trema-anche-la-politica-249308.html