venerdì 12 ottobre 2012

IN LOMBARDIA...

 «Zambetti non è diverso da altri assessori come Colucci o Buscemi, anche loro hanno preso più o meno consapevolmente i voti della ‘ndrangheta. Qui non si tratta di infiltrazioni: è la politica che chiede permesso per infiltrarsi nelle cosche. E bastano pochissimi voti: Zambetti è stato eletto con 4mila preferenze. Sapete perché? Perché i cittadini onesti spesso non esprimono le preferenze. Per favore, usatele». Per uscirne, Cavalli si propone per le primarie: «Loro, i mafiosi, si sono tanto occupati di me, ora è tempo che io mi occupi di loro».

Giulio Cavalli

domenica 7 ottobre 2012

giovedì 27 settembre 2012

I NOSTRI BILANCI

Per Sinistra Ecologia Liberta’ la buona politica si persegue alla luce del sole, la trasparenza e’ nel nostro dna.
Oltre ai bilanci nazionali infatti   il nostro regolamento economico prevede dal febbraio scorso  la pubblicita’  sul web dei bilanci dei propri gruppi regionali.
Ad affermarlo il tesoriere nazionale di Sel, Sergio Boccadutri.
Adesso -  prosegue l’esponente di Sel – tutti i partiti rincorrono soluzioni astruse per i controlli, non ultima la proposta di farli certificare da societa’ di revisione.
Perche’ sprecare altri soldi pubblici – conclude Boccadutri -  per un controllo che puo’ essere efficacemente svolto dalle sezioni regionali della Corte dei Conti? Non sarebbe piu’ semplice?
Di seguito gli indirizzi web dei bilanci dei gruppi consiliari di Sel in cui poter visionare i bilanci.
A questo indirizzo web tutti i dati del bilancio nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’:
http://www.sinistraecologialiberta.it/area-tesoreria/bilancio-2011/
Lo rende noto l’ufficio stampa nazionale di Sel.

Così invece nella nostra città:

A Gallarate le entrate arrivano dai nostri rappresentanti istituzionali e da chi liberamente sceglie di sostenerci: un modo per rimanere indipendenti e liberi. Le spese hanno riguardato soprattutto la campagna elettorale delle amministrative. Incidono anche le spese per i referendum (acqua pubblica e nucleare): soldi e fatica (condivisa con tanti altri) ben spesi visto l’ottimo risultato in difesa dei beni comuni. Altre uscite hanno riguardato l’organizzazione di una presenza diffusa nei quartieri a spiegare il PGT (con la mostra itinerante) e a proporre un diverso modello di sviluppo. Nessuna spesa è per le persone che ci accompagnano in questa avventura che vuole cambiare il mondo iniziando da sé e dal territorio che viviamo. Tutti e tutte svolgiamo gratuitamente la nostra attività, per passione, mettendoci per come possiamo e per come siamo capaci cuore, intelligenza e tempo libero. Noi lo consideriamo scontato, ma visti i tempi, è bene ribadirlo.



BILANCIO CONSUNTIVO 2011











ENTRATE

USCITE

sottoscrizioni eletti
  2210,00
sito
30,00
sottoscrizioni sostenitori campagna elettorale
945,00
mostra fotografica sul cemento
80,00
sottoscrizioni varie
96,11
inaugurazione mostra
72,00


 - sala € 20



 - volantini € 52



iniziative primarie
24,00


iniziative PGT (volantini e stampe)
105,00


affitto sede
100,00


firme presentazione lista
23,40


acquisto 5 bandiere
25,00


campagna elezioni amministrative
1950,71


 - manifesti e pieghevoli € 931



 - buste € 9,95



 - iniziativa Francescato € 71



 - aperitivo precario € 60



 - colla € 22,76



 - volantini quartieri € 104



 - contributo coalizione € 702



 - contributo chiusura € 50



campagna referendum giugno
108,00


 - contributo comitato manifesti € 30



 - volantini € 52



 - bandiere € 20



 - colla € 6



iniziativa libro Morti bianche
174,00


 - sala € 20



 - rimborso viaggio € 130



 - volantini € 24



sala assemblea iscritti/e
20,00




TOTALE ENTRATE
3251,11
TOTALE USCITE
2712,11
AVANZO 2010
772,00


AVANZO 2011


1311,00





4023,11

4023,11




















































































































































































































































































































































































martedì 25 settembre 2012

IMBARAZZO

La cifra è di quelle così grandi da sembrare un errore: 43,3 miliardi di euro. Sono i soldi dei fondi strutturali europei che finora l’Italia non è riuscita a investire e che alla fine del 2013 non potrà più usare. I calcoli sono della ragioneria dello stato. Per il periodo 2007-2013 a favore dell’Italia sono stati stanziati 59,4 miliardi di euro e al 30 giugno 2012 ne erano stati spesi solo 16,1. Soldi destinati soprattutto alle regioni meridionali.
“Sulle cause si è discusso a lungo”, ha scritto Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, “spesso si tira in ballo la scarsa (o scarsissima) capacità progettuale delle amministrazioni locali o centrali. Ma non c’è dubbio che ci sia anche il concorso dell’indolenza burocratica e di una certa miopia della politica”.
Il ministro della coesione territoriale Fabrizio Barca e il governo di Monti hanno cercato di spingere sull’acceleratore: riprogrammando, stimolando, controllando. E lanciando Open Coesione, un sito dove tutti possono verificare l’uso dei fondi e seguire uno per uno i 473.048 progetti avviati.
In Europa l’Italia è al terzo posto tra i paesi che ricevono più soldi da Bruxelles (dopo Polonia e Spagna) e al secondo tra quelli che li usano di meno (dopo la Romania). Ma, soprattutto, l’Italia è un contribuente netto al bilancio comunitario: ha versato nelle casse europee più di quanto abbia ricevuto sotto forma di aiuti.
Il presidente della repubblica ha detto che è arrivato il momento di voltare pagina, di farla finita con le opere incompiute e di mettersi d’impegno per usare i soldi. Ha parlato di “imbarazzo” e “di grande spreco” di soldi che potrebbero far crescere il sud, uno spreco ancora più insultante perché “sono in qualche modo soldi nostri, che vengono dalle nostre tasche, dal nostro lavoro”. Il presidente era Carlo Azeglio Ciampi, nell’ottobre del 2000.

Internazionale, numero 967, 21 settembre 2012

martedì 28 agosto 2012

"La mia casa è il centrosinistra e nella mia casa non c'è l'UDC"




Ci sono momenti in cui la politica deve avere uno scatto di di reni, uscire fuori dal Palazzo, dismettere gli abiti delle consuete alchimie alleanziste e del tatticismoche ci mette in apnea. La politica invece deve saper interpretare i sentimenti di milioni di persone, saper comprendere qual e’ il passaggio che un Paese. Ci sono dei momenti in cui la politica deve esprimere idee ed organizzare la speranza sopratutto delle generazioni piu’ giovani.
Io credo che ora sia quel momento. La crisi della societa’ italiana e’ tale che talvolta le parole della politica appaiono prigioniere di un vocabolario insopportabile, criptato, autoreferenziale. Abbiamo bisogno di parole autentiche, di parole nuove. E abbiamo bisogno di uscire fuori dal gioco della tattica e di entrare invece nel cantiere del futuro.
Per queste ragioni io ho apprezzato la scelta di Bersani per conto del Pd di avviare la discussione su una carta di intenti: non dico di condividere ogni frase di quel documento, dico che quel documento rappresenta un approccio nuovo . La fine di una disputa infinita sull’alleanzismo senza contenuti, l’inizio di una discussione sui contenuti . E devo anche dire che a questa proposta di Bersani abbiamo fatto corrispondere una proposta nostra, di Sinistra Ecologia Liberta’.
Pensiamo che sia bisogna ricostruire una grande sinistra capace di mettere insieme percorsi, culture politiche. E la nostra proposta e’ quella di spingere l’asse del centrosinistra verso una piu’ marcata propensione per la giustizia, per l’eguaglianza, per l’avanzamento dei diritti del mondo del lavoro e dei diritti dei cittadini e delle cittadine, degli uomini e delle donne. La nostra proposta e’ meno generica di quanto non siano le parole della carta d’intenti del Pd. Noi diciamo civilta’ del lavoro: non stiamo semplicemente enunciando una petizione di principio. Stiamo indicando la lotta alla precarieta’, la lotta ad un mercato del lavor deregolamentato, la lotta contro l’umiliazione nel mondo del lavoro e in quello del non-lavoro, la lotta alla disoccupazione, la lotta per una nuova politica industriale, la lotta contro la legge 30, la lotta contro la Bossi Fini che e’ una legge razziale che ha usato argomenti razzisti perche’ i lavoratori stranieri potessero essere in concorrenza con i lavoratori locali.
Noi indichiamo un quadro complessivo di modifiche concrete, cogenti, importanti.
Lo voglio dire con franchezza: voglio partecipare alle primarie per competere. E competo non nel nome del mio volto o del mio look, ma nel nome di idee precise di rottura radicale con la stagione del liberismo, una stagione che ha compromesso anche molte ispirazioni del cosidetto riformismo.
Quindi chiedo a Bersani di poter fissare subito la data delle primarie e di fissare le regole per rendere le primarie un grande fatto democratico, un vero e proprio sommovimento nella societa’ italiana. Un momento di riappropriazione della politica dal basso.
E poi voglio sottolineare che tutto questo non puo’ essere stravolto, ferito o macchiato da una disputa sulla legge elettorale che puo’ rappresentare un passo indietro. Noi lottiamo strenuamente contro il Porcellum, ma non si puo’ uscire dal Porcellum con il SuperPorcellum. Il premio ad un singolo partito e’ una camicia di forza che viene immaginata ad uso e consumo dei partiti piu’ grandi. E’ un’uteriore forzatura fra le tante che sono state gia’ compiute. Per questo difendiamo in modo intransigente l’idea che il sistema elettorale debba garantire il pieno pluralismo democratico e la governabilita’ fondata sul principio di coalizione: un cittadino deve sapere per quale classe dirigente sta votando.
E dunque con Bersani abbiamo discusso del centrosinistra.
Questa e’ la casa che io voglio contribuire a costruire. Ed e’ una casa in cui non c’e’ l’Udc, questo non e’ l’esercizio di un diritto di veto, e’ una constatazione. Casini ha fatto un altro percorso, le sue posizioni ad esempio in materia di diritti civili sono state in questi anni antitetiche e alternative a quelle che il campo progressista ha potuto rappresentare. E se Casini immagina che l’orizzonte della politica debba essere l’austerity e il liberismo da qui all’eternita’, e’ chiaro che Casini sara’ un avversario e non un alleato.
Allora io penso che il tempo delle polemiche un po’ eccessive e barocche debba finire.
Lo dico con affetto e con amicizia ad Antonio Di Pietro, a Luigi De Magistris , agli amici dell’IDV: nessuno come me in Italia si e’ battuto perche’ l’Italia dei Valori fosse con il suo popolo parte integrante del centrosinistra. Ho chiesto a Di Pietro di compiere quel passo in avanti per entrare in quel cantiere, per prendere in mano insieme a noi questa straordinaria impresa.
Abbiamo bisogno di dare una buona notizia all’Italia: quella che tutte le forze migliori, che vogliono seppellire il berlusconismo e che vogliono restituire alle future generazioni un paese degno, un Paese giusto e un Paese bello, abbiano il dovere di mettersi insieme e di vivere la politica come il momento delle scelte importanti.
Questo e soltanto questo ho inteso fare, intendo fare, e spero di farlo con tanta parte del popolo del centrosinistra.

Nichi Vendola

venerdì 20 luglio 2012

STORIA CONTEMPORANEA

Oggi quando si dice "tu c'eri a Genova?" il pensiero va immediatamente li.
Tutto è successo a Genova, nel bene e nel male.
Ci ricordiamo tanto del male perchè i lividi ci mettono più tempo ad andarsene.
E a volte neanche se ne vanno.
Ma ci sono stati tanti sorrisi, tanti abbracci, tanta speranza, tanti sogni.

Il G8 di Genova è stata una pagina nerissima della storia, non solo italiana, che ancora oggi fa piangere e riflettere.
E allora che tutti continuino nella riflessione di quei giorni di undici anni fa e che ci sia la consapevolezza che nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.

"Panni distesi al sole, come una beffa, dentro ai giardini.
Uscir di casa a vent'anni è quasi un obbligo, quasi un dovere,
piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere,
la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza,
sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza..
.. Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore,
ma come quella vita giovane spenta, Genova muore..
.. La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda.
Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda..
.. Resta, amara e indelebile, la traccia aperta di una ferita.."